La storia inizia così

La storia dei MARINOZZI parte dal 1961.

Inizia con BEDETTA BINA (FOSCA), suo marito OTTAVIO e sua sorella LUISA, detta GIGIA.

Cresciuti con l'amore per la terra, per la quale hanno lavorato molti anni, si sono poi lanciati in questa sfida, una sfida della vita, anzi, la sfida che sarrebe diventata il senso della loro vita.

Erano solo dei giovani con tanta voglia di scherzare, energia in corpo e il grande sogno nel cuore di creare con le loro mani prodotti buoni e genuini

Eppure 50 anni fa le cose erano ben diverse.

Il primo problema erano i soldi. Non c'erano e quelli che avevano, riuscivano al massimo a soddisfare il prezzo della terra!

E poi?? poi i prestiti dai vicini, dagli amici, dai parenti. Non erano ancora partiti e già la cosa sembrava impossibile ... senza poi pensare che mancava anche la licenza per fare il pane.

(vi spiego: prima le licenze non erano liberizzate come oggi, di conseguenza non era facile iniziare un attività di questo tipo. Taglio corto raccontandovi solamente che dopo tante prove, alla fine Ottavio Marinozzi c'è riuscito. Quando chiedo loro di raccontarmi come hanno iniziato, va sempre a finire con delle grosse risate, ma cercando di immedesimarmi, io non sarei di certo riuscito a superare una sfida del genere, avrei sicuramente mollato prima...

"eppure è proprio grazie a quella licenza, alla loro tenacia e al grande sogno di creare prodotti genuini per la gente, che oggi questa grande attività di famiglia ancora va avanti e cresce insieme a tutti noi.

Superati i primi ostacoli, si parte! Tre persone a lavoro, un forno a legna, un'impastatrice e una "giardinetta" per fare le consegne!

Tutto veniva fatto a mano e come da tradizione anche all'epoca veniva usata la "madre": il pane che ne usciva era un pane "GREZZO" e la nonna racconta che si facevano solo file da chilo. Saranno pure passati 50 anni, ma le parole che pronuncia mentre racconta questi fatti, racchiudono tutte le emozioni e la gioia di quei momenti!

Cuore, lavoro, storia e semplicità sono stati le armi vincenti che hanno aiutato i fratelli Marinozzi a crescere e quegli stessi valori con cui oggi vogliono affermare i loro prodotti nel mercato.

Anche la concezione di panificio era diversa, c'erano solo tre prodotti:il pane da chilo, i ciambelloni e il "5e15", ovvero il pan di spagna.

Nel 1961 ci fu poi una tremenda nevicata e l'impossibilità di prendere l'auto fece in modo che tutte le persone si servissero dal forno più vicino. Fosca racconta che arrivavano a sfornare fino a ben 60 file di pane da 1kg e gli impegni che Ottavio prese con i nuovi clienti, furono l'inizio de "l'avventura industriale" della famiglia "Marinozzi".

 

Il primo negozio

Tutto cominciò dal negozio di nome LOIDA, ancora oggi esistente e posizionato proprio al centro di Corridonia; inizialmente presero solo un pò di panini, poi le file di pane e poi le tante voci che si divulgavano in paese sulla bontà prodotti offerti, fecero in modo che le quantità richieste aumetassero di giorno in giorno. E' importante sottolineare la genuinità di ciò che si produceva: tutto veniva fatto utilizzando le farine dei mugnai delle terre vicine, vedendo e tastando minuziosamente il grano, poi acqua, lievito e tanto lavoro a mano.

Questa routine è continuata quasi per altri 10 anni, con ritmi devastanti che iniziavano all'1 di notte, per poi proseguire durante tutte le altre ore del giorno con le mani in pasta! Senza poi badare ai periodi di festa, da Natale fino a Pasqua, in cui i lavori quasi raddoppiavano.

Poi d'estaste c'era il periodo di raccolta del grano nei campi e quindi la produzione di ciambelloni e maritozzi aumentava addirittura fino ad arrivare a 3 volte al giorno e purtroppo non si potevano cuocere tutti insieme perché i macchinari ancora non esistevano. La richiesta era tanta, ma le braccia a lavoro erano sempre quelle; tanta fatica per ricavare quei soldi necessari poco più che a colmare i "debiti" accumulati per quel progetto tanto coraggioso.

Oggi il pane può esser visto sotto diverse sfumature: chi dice che è l'elemento base della alimentazione mediterranea, chi invece lo valuta come un elemento superfluo e addirittura da evitare, altri ancora che lo ritengono necessario in quanto legato a radici di fede. E' giusto che ognuno abbia la propria opinione a proposito, ma l'importante è che per noi e per voi rimanga un prodotto buono, genuino e simbolo di una tradizione che si tramanda oramai da anni.

 

1973: l'anno del cambiamento

Il 1973 è la data della grande svolta: i1 panifico subisce addirittura 6 interventi per diventare il forno così come lo vedete ora!! Poi i primi grandi acquisti: il forno 16 metri quadrati della "Mondial", le planetarie per impastare e il primo mezzo motorizzato per le consegene.

Intanto Fosca e Ottavio si sono sposati, hanno 3 figli, di cui Silvano il piu grande, già a 14 anni inizia a far vedere le sue abilità e la sua volontà di rendere ancora più bello e grande questo sogno dei suoi genitori, dando vita al settore dei dolci.

La famiglia si allarga ancora con altri fratelli e i figli: tutto assume un aspetto piu grande e completo, ma mantenendo sempre la concretezza e la genuinità di un ambiente familiare. E questo ambiente familiare vogliamo trasmetterlo ogni giorno anche a voi: durante ogni chiacchierata con i nostri clienti abituali e per ogni nuova persona che entra in negozio.

E i macchinari continuano ad aumentare: "la pala meccanica", impastatrici a spirale, tuffanti, volumetriche, gruppi, rotor e sfogliatrice, ma nonostante ciò, tutti i prodotti che ancora oggi trovate sui nostri banconi sono una riproduzione fedele della tradizione e delle ricette che ci sono state tramandate.

 

I primi panettoni natalizi

E' stata la prima grande scommessa dolciaria; all'inizio furono richiesti ben 60 panettoni e oggi come oggi, beh, non è neanche calcolabile la quantità di panettoni artigianali sfornati per le festività natalizie.

La soddisfazione di fare quei dolci era ed è ancora l'insieme di più elementi: gioia, carica e lavoro che migliorano la collaborazione di tutti i fratelli e cugini Marinozzi. Nonostante oggi si cerchi di soddisfare i gusti delle persone, offrendo articoli sempre più variegati, la cura che abbiamo in ciascun dettaglio è segno di un'identità e un modo di lavorare che potete ritrovare in ogni prodotto firmato F.lli Marinozzi

Il pane viene ancora fatto utilizzando il metodo tradizionale dei nostri nonni e viene cotto utilizzando il nostro primo forno: quello che è cambiato e lo rende ancora migliore, sono le cotture con scadenze specifiche e nonostante i ritmi veloci dei nostri giorni, la pasta "madre" viene invece curata con ancor più pazienza, inqualificabile passione e abnegazione, in quanto seme della qualità e fragranza del pane che ogni giorno portate sulle vostre tavole.

"Il pane che produciamo, non è il pane più buono del mondo, ma tutti noi dobbiamo lavorare affinchè ogni giorno migliori, sia ancor più genuino nonostante l'utilizzo di macchinari sempre più tecnologici e comunque mantenga sempre le peculiarità di un prodotto tanto buono quanto salutare a livello alimentare" sono queste le parole di Luciano, il lievista scomparso poco tempo fa, che ha inculcato questi valori come filosofia di produzione per tutti i F.lli Marinozzi che ancora oggi lavorano nel laboratorio artigianale.

 

Lui Luciano Marinozzi

Ecco quì Luciano, il cultore del pane per eccellenza della famiglia Marinozzi. Egli era un lievitista, cioè una persona che cercava di migliorare gli aspetti e il sapore del pane senza aggiungere nulla alla ricetta originale.

Per lui il pane oltre che essere un buon prodotto da mangiare, doveva essere inteso come un elemento fondamentale e irrinunciabile per il nostro corpo: non deve creare"

Il pane è un prodotto "sensibile a tutto" è quindi deve essere il frutto di una lavorazione attenta ai dettagli in tutte le sue fasi: da quando si aggiunge l'acqua alla farina, alla cottura in forno e alla successiva fase di conservazione in casa, dove può prendere più o mena umidità.

 

Conclusione

Dopo che avete acquistato "mezzo chilo di pane" e siete ritornati a casa, fatelo a fette, prendete la metà non ancora tagliata e mettetela sotto al naso. Ora chiudete gli occhi e respirate l'incontro di sapori che scaturiscono dai 50 anni di storia della famiglia Marinozzi. Chissà, magari riuscirete anche a rivivere quei momenti in cui Ottavio e Fosca impastano quel pane guardandosi teneremanete negli occhi, e i loro figli che insieme agli amici e ai vicini giocano con la massa inutilizzata. Ora assaggiatelo e ditemi quanto è forte il gusto della tradizione genuina che si nasconde dietro ogni singola mollica di quel pane. L'odore è quello del pane caldo artigianale, un'odore semplice ma senza dubbio il più buono del mondo!!